Eventi

Il gusto di raccontare con leggerezza… Nascono le Vinyl…

Ci siamo divertiti come dei matti il 2 febbraio 2017 all’ultima edizione della vinyl night in Cast4. Eravamo una cinquantina, c’era il cibo straordinario di Rita, il vino charmant di Alessandro, insomma grande festa! Vinyl Night è un format che funziona così tanto e che io e il mio amico Memphis abbiamo deciso di testarlo anche fuori dalle pareti avvolgenti e dalla cerchia di amici appassionati. Altri sei vinili, altre sei storie ci aspettano a Maggio. Vi terrò aggiornati, ci sarete, vero? Per info scrivetemi a giacomo@giacomozito.com

Cast4

Per le strade di Torino, come in “Midnight in…

Il 12 gennaio Cast4 è stata protagonista di uno straordinario spettacolo, insieme all’Orchestra Sinfonica Giovanile del Piemonte, presso l’auditorium del Lingotto a Torino.
Invitati dal gruppo Giovani Imprenditori di Torino, ci siamo alternati con l’orchestra nel racconto di quattro frammenti delle vite di altrettanti imprenditori che hanno segnato la storia d’impresa del capoluogo piemontese.
Il tenore istituzionale dell’evento è rimasto intatto, anche se il clima che si respirava è stato di grande affetto e calore attorno alle figure umane di Cavour, Giselda Monero, Giulio Einaudi e Marcel Bich. Ispirati dal film di Woody Allen “Midnight in Paris”, abbiamo ritratto i nostri protagonisti, come in una macchina del tempo, in altrettante strade della città, esaltando il rapporto tra le donne e gli uomini e la loro città, avvicinandoli al pubblico e facendoli amare più come persone che come personaggi.
L’Orchestra, poi, è stata diretta da un vero talento: Claudio Maria Micheli, un direttore che vanta un curriculum che ci ha lasciati a bocca aperta.
Per il racconto il “bomber” l’ho fatto io, supportato nei testi dalle mie colleghe Ninfa Monetti e Silvia Colombo.
L’immersione nelle vite di personaggi della storia (Cavour in effetti ci aveva spaventato) e di grandi personaggi dell’imprenditoria è stata fondamentale per sintetizzare dei frammenti della loro vita capaci di mantenere una suggestione assolutamente fondamentale per avvicinarsi alla loro umanità. Risultato: più di mille spettatori che hanno goduto del pout pourri musicale scelto per celebrare il nuovo anno e dei nostri racconti. Con la simpatica presidente del Gruppo, Cristina Tumiatti, ci siamo ripromessi che non sarà un esperimento isolato.

Ringraziamo Claudio Ferrero per le belle immagini che condividiamo con voi.

Eventi

Mc Curry alla Villa Reale di Monza

Steve McCurry è un esteta, ne ho avuto la conferma andando alla mostra a Monza. Il gusto della composizione non è certo un male o in conflitto con la necessità di documentare la realtà. Credo che sia un elemento della discussione sul tema della fotografia che si fa arte. McCurry non mette in posa le persone, ma decide di aspettare ore, giorni interi per ottenere nella propria inquadratura gli elementi che lui ha immaginato. È dunque dal pensiero che nasce lo scatto e non da un’abilità difficile da decifrare di essere magicamente nel posto giusto al momento giusto.
Innanzitutto occorre essere là dove accadono le cose. Da narratore mi sono sempre chiesto quali siano le cose che accadono, se quelle dei grandi della terra o degli effetti che le loro decisioni provocano nei molti, piccoli, del pianeta (noi). Ho provato più volte a sviluppare format di racconto basati sulle esperienze delle persone comuni “travolte” dalla storia. McCurry, con un’efficacia straordinaria, fa proprio questo: ferma le persone, siano ragazzine afghane, touareg africani, pompieri al lavoro sulle macerie delle Torri Gemelle e li mette in contatto con il fluire della storia. A modo suo, probabilmente scattando in continuazione, ma sempre guidato dalla necessità di comporre la realtà in un certo modo, parte del processo che porta alla sua comprensione. Se McCurry non si desse una spiegazione, sarebbe già diventato pazzo e noi con loro. Invece usciamo dalla mostra con un senso del tutto, indecifrabile, ineluttabile, ma del quale ci sentiamo, a meno che non siamo completamente drogati dalla nostra banale quotidianità, una parte necessaria.

Radio

Serial. Un nome banale per una serie con oltre…

Quando ho scoperto Serial non mi sono stupito più di tanto. Sono tre anni che giro attorno all’idea di creare un portale di narrazione radiofonica (su podcast) qui in Italia ed ero convinto che prima o poi qualcosa in questa direzione sarebbe accaduto. In Italia Alessio Bertallot ha aperto la strada con la musica con un progetto davvero esemplare. La parola narrata (e bene!) di Sarah Koenig ha sbancato il 2014 negli Stati Uniti.

Serial non è operazione di fantasia. È condotto da una reporter molto brava e uno staff preparato (quello che vedete nella foto…mancano solo le fumanti tazze di caffè!). Come ci hanno già abituato alcuni podcast di culto prodotti da NPR, la rete pubblica americana, lo stile di Serial è lo stesso: a metà strada tra una fiction ben sceneggiata e il reportage giornalistico. Il pubblico americano si è subito appassionato alla storia di una studentessa coreana trovata morta per strangolamento e la conseguente del responsabile. Caso tutt’altro che “cold” e per questo ha suscitato una serie di polemiche da parte di chi si è sentito leso nella propria privacy, tra testimoni, parenti e persone interessate alla vicenda. La Koenig è andata alla ricerca di indizi, testimonianze, ipotesi, e le ha messe in trama in un programma radiofonico che non ha bisogno di radio, amplificato da siti ad alta risonanza come Slate. Ho voglia di” localizzarne” una in italiano e sperimentare l’effetto narrativo sul nostro pubblico al più presto. Chissà, magari, potremmo anche noi inaugurare un nuovo…Stay tuned! su www.Cast4.it