Ma gli hipster ce l’hanno una mamma?

Confesso, ho tagliato la barba, cominciavo a sentirmi inadeguato. Grazie a Riccardo che ha fatto un magnifico photoshop con la mia faccia e a Federico che ci ha messo la sua!

Lo star wars effect…

  Truppe di cosplay avanzano per le strade di Milano, appassionati di ogni generazione collezionano sequel e prequel con tutto quello che sta in mezzo. Il fenomeno Star Wars è quanto di più ineffabile, se pensiamo al successo che gode su un pubblico assolutamente trasversale. Diverso è il discorso per quanto riguarda l’effetto emotivo del mondo di Star Wars, a cominciare dalla musica. Aiutato da un post comparso su Slate qualche settimana fa, mi sono fatto ispirare per uno dei miei soliti divertissement sonori. L’effetto Star Wars è anche merito della colonna sonora, e il bello è che possiamo contaminare ogni momento della nostra vita. Enjoy!

 

Dart Fener, Obi One o...?
Dart Fener, Obi One o…?

La polvere di fata si chiama storytelling…

Racconto storie da diversi anni, ormai. Ora che ho i muscoli allenati e il fiato corto, comincio a riflettere sul senso e sul farlo meglio, con metodo. In tono ironico, senza prenderla sul serio, comincio con un piccolo contributo sonoro, mentre con Cast4 il dibattito sul narrare va avanti con maggiore impulso e profondità.

 

 

Arrendetevi, siete circondati!

 

Almeno un terzo della nostra vita (sì, sottolineiamo “almeno”…) la trascorriamo lavorando. Altri non lo fanno,  a volte è fortuna, più spesso sfiga. Il punto è trasformare questa parte fondamentale della nostra vita in occasione di crescita, arricchimento e – diciamocelo – divertimento. Non c’è niente di male nel lavorare divertendosi, con leggerezza, proprio la virtù che favorisce la creatività. Ma non è un aspetto che caratterizza questo momento in particolare. Certi giorni mi sento circondato da continue lamentele su come si lavora male, come ci si senta al centro di processi poco efficienti, come si sia sottoutilizzati, o – peggio – mortificati nelle proprie competenze.

La sensazione che un complotto stia stringendo le sue maglie attorno alla nostra sfera lavorativa trasforma la nostra percezione della realtà, ci fa diventare vittime di un’ossessione.

Anche voi passate il tempo dedicato al lavoro a dribblare rompimenti? Fate questa verifica: se questo genere di scocciature si prolungano anche durante la sfera privata, siete sotto scacco, dovete smarcarvi e in qualche modo mettervi in discussione.

Più difficile immaginare che sia il sistema a produrre rompiballe con il solo scopo di guastarci la festa.

Buon ascolto!

Giac

v

Crypt-a-voice

Leggo distratto, mi informo distratto, guido distratto, telefono distratto, distraggo amici dal vivo per rispondere distrattamente a wazzappini.

Che ansia… Basta, mi fermo un po’. Cerco di ascoltare di più. Di parlare meglio, di dire meno cose. Ma importanti eh!

Un “forrest gump” tutto italiano.

Che storie! è il racconto di una mostra attraverso  Francesco, un italiano la cui vita si incrocia magicamente con le piccole grandi invenzioni che hanno caratterizzato il ventesimo secolo in Italia, scrivendo una pagina importante della cultura industriale del nostro paese.

Lo storytelling di Cast4 si esprime in una perfetta sintesi tra cultura e impresa.

il progetto è parte di una sperimentazione per una nuova radio in podcast. Lo trovate su: Portlandradio.net

 

Monkey garage… Su Discovery al ritmo di “walk this…

Discutiamo pure sevi piace o meno lo stile hipster, se la favola di Cenerentola vi appassiona ancora o se non  fa più presa. Tutte discussioni che appassionano sociologi, trend setter e outfit designer.

Come la vedo io: ogni volta che mi imbatto in una cantina, un antro abbandonato, un’oasi ecologica, vengo preso dalla sindrome dell’isola del tesoro. Una raffica di sogni accende i miei occhi: troverò qualcosa di perduto, incrostato, sporco, polveroso che, opportunamente valorizzato, diventerà un vero tesoro? È una reazione fanciullesca (andiamo, chi non si è emozionato nel trovare una monetina sotto il comò?) che mantiene il suo effetto fino alla fine. L’inaspettato, quello che solo noi vediamo e che altri non sanno riconoscere, il premio gratuito che puoi ascrivere alla tua buona stella, o alla tua competenza (il che per me, che non credo alla fortuna, è lo stesso). Ci ho spalmato una voce un po’ sbruffona, guascona, col cappello da cow boy, ma che potrebbe tranquillamente tenere lo smoking in un consesso di rapper di Brooklyn. Sempre, solo, al servizio delle parole.

Discovery Channel… Continua l’avventura

Anche quest’anno ho il privilegio di offrire la mia voce per il canale Discovery Channel. Lo considero un fenomeno televisivo, perché riesce a mettere d’accordo generazioni diverse, a informare, intrattenere, divulgare e… Cazzeggiare (quanto ne abbiamo bisogno)!

Questo promo non è proprio di primo pelo. L’ho scelto innanzitutto perché è originale, in secondo luogo perché il suo producer e copy è il mio amico Ivano Scuderi (cavallo di razza) e terzo perché il sound design è del mitico Carlos Zarattini che dev’essere impazzito non poco a sonorizzare frame by frame questo film.